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Chiesa dell'Immacolata Concezione:

con una caratteristica torre campanaria, conserva sulla facciata, frammenti di un sarcofago medievale raffiguranti un vescovo, detto dai rosetani "Santo Totaro"; secondo lo storico d'Ippolito, il sarcofago sisale al XIII secolo.Sulla facciata destra invece, osserviamo un basso rilievo raffigurantedue angeli che reggono una epigrafe; e poichè sulla stessa, fino a qualche decennio fa, si leggeva "Famiglia Italiano"(si suppone fosse il coperchio della tomba di un bambino di quella famiglia). All'interno della cappella di trova la statua in legno massiccio dell'immacolata Concezione e alcuni affreschi, rinvenuti durante i lavori di restauro, raffiguranti scene della vita dei SAnti oltre ad una crocefissione.

Nella cappella sono state rinvenute anche delle tele della scuola napoletana, poi restaurate ed oggi esposte nella Chiesa Madre di San Nicola di bari.

 

Chiesa Madre San Nicola di Bari:

La Chiesa Madre di San Nicola di Bari sorge nella zona alta di Roseto, la “Cella”, dove effettivamente sorgeva un monastero.
Ci sono stati vari restauri, l’ultimo nel 1998, durante il quale è stata scoperta una cripta.
All’interno della Chiesa ci sono varie statue tra cui quella di San Nicola di Bari, protettore di Roseto, dei quadri della scuola napoletana, l’altare di legno con l’immagine sacra dell’Ultima Cena di Gesù scolpita.
C’è un campanile che sovrasta la struttura e si racconta che nel 1985 è stato colpito e abbattuto da un fulmine.

   
 

Castrum Roseti:

Fu edificato, con le mura di cinta, sotto il regno di Roberto il Guiscardo. Un castello autosufficente con le cinta murarie, le stalle, le prigioni, la cisterna per la raccolta delle acque e le stanze adibite ad abitazione del feudatario.
A lato est,  troviamo la  Porta Urbica, detta anche “Porta della Terra” perché da lì si usciva per raggiungere le campagne e dà lì si rientrava la sera  con il raccolto della giornata.
Seguendo le mura di cinta, fino al bastione, incontriamo diversi ingressi tra cui, il più importante e cartatteristico  è detto “il Pertugio del Pizzo” ed è adiacente ad una di avvistamento in pietra secca, conosciuta a più come  “Torre di Ferdinando”.
Gli  ingressi al borgo più caratteristici  sono le “vinelle” tra cui “ il vicolo più stretto d'Europa” che, attraversandolo, si narra porti fortuna agli innamorati.
Nel '900, di propietà della famiglia Lillo, fu  donato al Comune di Roseto Capo Spulico, che lo restaurò. Oggi, è sede del Municipio ed ospita il Museo etnografico,  fondato da Leonardo Salamone.

   

Fontana di San Vitale:

Con molta probabilità è il monumento più antico di Roseto, opera di un monaco basiliano di Enna approdato sul litorale nel 900 e santificato in seguito con il nome di San Vitale. Lo stesso che sulla Pietra del Castello edificò, in sostituzione di un Tempio pagano dedicato a Venere, un piccolo luogo di culto (su cui fu poi eretto il Castrum Petrae Roseti).

Sembra che il Monaco si sia poi inoltrato  sulla collina, dove costruì una cappella con accanto una fontana da cui, leggenda vuole, sgorgasse acqua a sufficienza per dissetare tutti gli animali e, soprattutto, acqua salutifera per gli ammalati.

Costruita da artigiani locali, non presenta pregi artistici particolari ma  da essa l'acqua sgorga  ancora oggi , persino nei periodi di più intensa siccità.

 

Castrum Petrae Roseti:

Il Castrum Petrae Roseti (Castello della Pietra di Roseto), a picco sul mare, è tra i principali monumenti in Calabria Sorge  su un avito monastero Basiliano-Normanno ed era di importanza strategica in epoca normanna in quanto segnava la divisione del Regno delle Due Sicilie tra Roberto il Guiscardo e Ruggiero, suo fratello.

Nel XIII secolo fu requisito da Federico II ai Cavalieri Templari, per ritorsione verso il loro tradimento durante la VI crociata in Terra Santa, e divenne fortezza prettamente militare; dai registri angioini si evince che  nel 1275 risultavano il  castellano, uno scudiero e dodici guardie, mentre  recenti studi hanno dimostrato che il Castrum Petrae Roseti, ampliato nella sua forma attuale da Federico II, fu un luogo non solo di difesa dai pirati del mare ma anche religioso e templare.

Già la sua pianta trapezoidale testimonia il riferimento al tempio di Gerusalemme e le antiche mappe catastali

 

     

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Sabato 20 Ottobre 2018